
Otoprotettori
Prevenzione
L'udito che perdi non torna
Il danno da rumore non fa male e non si sente arrivare. Un concerto o una discoteca superano i 100 decibel, quanto un martello pneumatico, e a quel livello le cellule ciliate dell'orecchio interno si danneggiano: a volte si riprendono, a volte no. Il ronzio del giorno dopo è il segnale che qualcosa è successo.
Un otoprotettore serve a togliere quello che fa danno e a lasciarti quello che vuoi sentire. Non tutti servono a questo, però: quello da acqua tiene fuori l'acqua, quello da notte protegge il sonno.

Cosa trattiamo
Quattro usi, quattro protezioni
Cambia il materiale, cambia la forma e cambia quanto abbassano. Le prime due tolgono il rumore che fa danno; la terza tiene fuori l'acqua e la quarta serve solo a dormire.

Come si fa
Un'impronta, e il pezzo è tuo
L'audioprotesista prende l'impronta del condotto uditivo con un composto che solidificandosi crea un calco. Su quel calco viene costruito il tappo, in silicone anallergico. La procedura è innocua e indolore, e si esaurisce in un appuntamento.
Poi dipende da te: puliscili a ogni utilizzo con un panno morbido o un fazzoletto di carta, oppure con i detergenti per apparecchi acustici. Trattati così durano anni.
Domande frequenti
Quello che ci chiedono più spesso
Ci sono controindicazioni?
Una sola: un'otite in atto. In quel caso si aspetta che si risolva. A parte questo l'uso dei tappi non ha controindicazioni, e l'impronta non è né dolorosa né invasiva.
E i tappi che si comprano in farmacia?
Sono in gommapiuma, cera o silicone morbido e vanno lavorati con le dita prima di inserirli, quindi lavati bene le mani o rischi di portare batteri nell'orecchio. Per farli entrare si allarga il condotto: prendi il padiglione fra pollice e indice, tira delicatamente verso l'alto e verso l'esterno, poi spingi il tappo ruotandolo. Funzionano, ma la tenuta non è quella di un pezzo costruito sul tuo orecchio.
Li fate anche per i bambini?
Per l'acqua sì. Stesso materiale di quelli per adulti, con una misura che tiene conto del condotto uditivo del bambino, che è più corto e più stretto. Sui tappi per bambini conviene non risparmiare sulla qualità del materiale.
Con la protezione da caccia sento ancora quello che mi serve?
Sì, ed è il motivo per cui esiste. I filtri abbattono le frequenze dello sparo e lasciano passare le altre, anzi amplificano i suoni utili: lo scattare di una trappola, i passi della selvaggina, chi ti parla accanto. Un tappo di spugna, invece, tappa e basta.
Quanto tempo passa dall'impronta alla consegna?
Il pezzo viene costruito in laboratorio sul calco, quindi non è immediato. In centro ti diciamo i tempi al momento dell'appuntamento, perché cambiano secondo il tipo di protezione.
Quanto ci senti?
Portaci il rumore in cui vivi
Concerti, poligono, piscina o la notte accanto a chi russa: da lì si capisce quale protezione ti serve e quanto deve abbassare.
Riconosci qualcuno di questi segnali?


